Come fermare deforestazione e desertificazione? Puoi farlo anche tu

La desertificazione e il degrado del suolo sono

“la più grande sfida ambientale del nostro tempo” e “una minaccia al benessere globale”.

Con queste parole nel 2010 l’ex segretario esecutivo della Convenzione contro la desertificazione (Luc Gnacadja) ha dato inizio al Decennio delle Nazioni Unite per combattere questa problematica.

Ma quanto realmente abbiamo ottenuto in questi 10 anni?

Permettendoci di dare un parere, ancora ben poco… ad oggi ogni 3 secondi un’area di foresta grande come un campo da calcio viene rasa al suolo.

Quindi, cosa possiamo fare per evitare il rapido degrado del nostro pianeta?

In questo articolo oltre ad enunciare e denunciare le cause e gli effetti della desertificazione e della deforestazione vedremo qualche consiglio da poter seguire anche singolarmente.

Le foreste svolgono un ruolo fondamentale per la nostra sopravvivenza, aiutano il clima e la biodiversità. Sono un ricco tesoro che va salvaguardato.
L’importanza delle foreste, foto by Pexels

La deforestazione, cos’è?

Gli effetti della deforestazione, perdita di biodiversità e cambiamento climatico
Deforestazione, foto by Pexels

Con questo termine si intende l’abbattimento di alberi per motivi commerciali o al fine di ottenere nuovi terreni da destinare all’agricoltura e all’espansione urbana.

Quando si parla di consumo del suolo globale, la deforestazione è il principale problema da affrontare.

Il fenomeno è ormai avvertito in tutto il mondo e una delle dirette conseguenze è la desertificazione.

La desertificazione, cos’è?

Gli effetti della desertificazione, terra arida, secca, crepata, priva di vegetazione.
Desertificazione, foto by Pexels

La Convenzione definisce la desertificazione come il degrado delle terre nelle aree aride, semi-aride e sub-umide secche, attribuibile a diverse cause, come il cambiamento climatico e le attività umane quali deforestazione, coltivazioni e allevamenti intensivi, land grabbing e richiesta di legname.

La desertificazione è un evento difficilmente reversibile in quanto vede un totale stravolgimento dell’ecosistema.

Quest’ultimo non sarà più in grado di rifertilizzare naturalmente il suolo perché moriranno gli organismi presenti nella terra che sono fondamentali per la rigenerazione dell’humus.

Le cause

Land Grabbing

Il Land Grabbing è un fenomeno economico e geopolitico per l’accaparramento di terreni agricoli su scala globale.

Le multinazionali occidentali acquisiscono enormi appezzamenti di terreno da utilizzare per la coltivazione intensiva di prodotti da esportare.

Allevamenti intensivi

Il pascolo eccessivo, in particolare di bovini, è una tra le principali cause della desertificazione.

Allevamento intensivo di bovini, una delle cause della deforestazione.
Allevamento di bovini, foto by Pexels

Perché?
Sembrerebbe essere banale, ma in realtà non lo è… quando una zona di pascolo viene sovrasfruttata il bestiame compatta il suolo con gli zoccoli e strappa la vegetazione causando erosione del territorio che, a sua volta, può generare disastri idrogeologici.

Agricoltura intensiva

Agricoltura intensiva, foto by Pexels

L’uso di pesticidi, colture ogm e di monocolture impoveriscono il terreno e lo rendono più arido causando la scomparsa della vegetazione e la perdita di biodiversità (vedi ad esempio le piantagioni di granturco geneticamente modificate e largamente diffuse negli Stati Uniti).

In Africa, Asia e America del Sud i piccoli agricoltori occupano terreni ricoperti da foreste per appiccare incendi e successivamente coltivare i terreni fertilizzati dalle ceneri.

L’uso intensivo di questi appezzamenti rende il terreno produttivo per pochi anni. Successivamente l’area viene abbandonata in quanto ormai non più fertile.

Legno come combustibile e domanda di legno pregiato

L’eccessiva richiesta di legname è una delle cause della deforestazione.
Richiesta di legname, foto by Pexels

Nel primo caso possiamo sottolineare che un terzo della popolazione mondiale ha bisogno del legname per scaldare le abitazioni e per cucinare. Per soddisfare queste necessità, la deforestazione ha luogo però nei paesi in cui sono ancora disponibili le foreste primarie del pianeta.

Nel secondo caso invece la deforestazione colpisce le foreste equatoriali e tropicali.


Qual è la differenza tra questi tipi di selve?

  • FORESTE TROPICALI. Si localizzano nella fascia equatoriale e rappresentano circa il 50% della macchia verde mondiale. Grazie al clima favorevole e all’abbondanza di acqua sono una vera e propria culla di biodiversità;
  • FORESTE PRIMARIE. In questi luoghi dove non vi sono indicazioni visibili di attività umane, le foreste si rigenerano autonomamente. Sono le più importanti e di maggiore valore.

L’importanza delle foreste

Gli alberi sono accumulatori di diossido di carbonio (CO2) il quale si trova nell’atmosfera. Negli ultimi anni, l’anidride carbonica, sta notevolmente aumentando a causa delle attività umane.
La vegetazione svolge tante funzioni fondamentali per la salute, il benessere e lo sviluppo umano.
Vediamo come i dati del WWF sottolineano l’importanza delle foreste:

  • contribuiscono alla distribuzione delle precipitazioni;
  • regolano il clima a scala locale, regionale e globale;
  • producono cibo e sostentamento per 1,6 miliardi di persone;
  • sono casa per 60 milioni di indigeni;
  • stabilizzano suoli e pendii riducendo il rischio di disastri ambientali;
  • proteggono la fertilità dei suoli;
  • filtrano le acque e ricaricano le falde;
  • proteggono le coste;
  • riducono il riscaldamento del pianeta;
  • accolgono l’80% della biodiversità terrestre.

In riferimento all’ultimo punto, è importante sapere che una foresta può fornire tre degli elementi chiave per la sopravvivenza di una specie: acqua, nutrimento e riparo. Deve quindi risultare naturale che diminuendo lo spazio per l’habitat degli animali a causa della deforestazione, le specie faunistiche sono costrette ad uscire dai loro confini naturali per andare in cerca di cibo.

Queste situazioni causano naturalmente frequenti scontri con l’uomo.
Alla fine è un pò come se una mattina ci svegliassimo nella nostra amata casetta ma, aprendo la finestra una gigantesca macchina demolitrice si sta abbattendo su tutte le abitazioni della zona, quindi presto anche sulla nostra.

Stiamo invadendo gli habitat degli animali. Come conseguenza della deforestazione loro si muovono verso le zone abitate.
Perdita degli habitat naturali, foto by Pexels

Quindi? Andremo in cerca di un nuovo riparo, di un nuovo habitat dove poter trovare un luogo in cui mangiare, dormire e in generale vivere.

Effetti della deforestazione e desertificazione

Ogni anno perdiamo circa 15 miliardi di alberi. Un tempo sulla superficie del pianeta c’erano 6 mila miliardi di alberi… oggi ce ne sono meno di 3 mila miliardi, il che vuol dire che abbiamo perso più del 50% delle aree verdi del pianeta.

Se non invertiamo definitivamente la rotta delle nostre azioni e del nostro modo di pensare si stima che almeno 4 miliardi di persone vivranno in zone aride entro il 2050.

Le conseguenze saranno che il suolo continuerà a degradarsi, ci sarà una continua perdita di biodiversità, i cambiamenti climatici saranno ancora meno controllabili e si verificherà una migrazione di massa verso le aree del mondo che apparentemente sembrano stare meglio.

Ad oggi stiamo già rischiando di non poter più porre un freno al riscaldamento globale e quindi ai cambiamenti climatici.

Manifestazione contro i cambiamenti climatici, è fondamentale conoscerne le cause .
Il clima sta cambiando, foto by Pexels

Sfruttamento delle foreste

Negli ultimi anni il fenomeno di sfruttamento delle foreste non si è ridotto. Il rimboschimento è sì aumentato nei paesi occidentali in quanto sono aumentate le aree verdi ma, questo non risolve gli effetti dovuti alle deforestazione e alla desertificazione in termini di perdita di biodiversità.

Le aree più colpite

Nel 2020 l’area più colpita al mondo dalla desertificazione è stata quella al sud del Sahara.

Questo ha portato ad un considerevole aumento del costo degli alimenti e dei prodotti agricoli.

Attenzione però… anche il nostro Paese è in pericolo.

Sicilia, Puglia, Basilicata e Molise hanno tra il 50% ed il 70% delle aree a rischio; Sardegna, Marche, Emilia Romagna, Umbria, Abruzzo e Campania tra il 30% ed il 50%.

Una delle proposte di Coldiretti per quanto riguarda la penisola è quella di costruire sistemi di raccolta di acqua piovana per utilizzarla nei periodi di siccità e, di investire in sistemi di irrigazione per il risparmio nel consumo di risorse idriche.

Un piccolo mappamondo in una mano, il mondo è letteralmente nelle nostre mani. Solo noi possiamo salvarlo.
L’importanza della salvaguardia del Pianeta, foto by Pexels

Sempre nello stesso anno, 2020, invece l’area più colpita al mondo dalla deforestazione è stata l’ Amazzonia. Nel corso dell’anno sono stati distrutti 8500 Kmq di foreste.

Seppur questo cifra sia inferiore rispetto a quello dell’anno precedente, 9178 Kmq, rimane sempre un dato rilevante dovuto ad una malsana gestione politica e al nostro stile di vita, in quanto siamo ormai diventati esseri “insaziabili”.

Soluzioni

Cosa possiamo fare e quali sono le soluzioni proposte dai governi?

Il WWF Italia ha stilato un decalogo per arrestare la perdita di biodiversità:

  • conservazione della natura;
  • turismo responsabile e sostenibile;
  • economia decarbonizzata;
  • transazioni agroecologiche;
  • gestione sostenibile delle acque marine e delle acqua reflue;
  • incremento della qualità degli ecosistemi forestali;

Cosa possiamo fare noi?

  • cerca l’etichetta PEFC sui prodotti. Questo marchio assicura che la materia prima a base legnosa contenuta nel prodotto proviene da foresta certificata PEFC. Si tratta di una foresta gestita secondo le esigenze ambientali, sociali ed economiche quindi, che ci sarà anche nei prossimi anni;
  • se sei un proprietario forestale o un’azienda all’interno di una catena forestale puoi ottenere la certificazione sostenibile;
  • contribuisci allo sviluppo delle norme per la salvaguardia forestale;
  • promuovi nell’area in cui vivi azioni atte allo sviluppo di aree verdi, rivolgiti a chi di dovere e create delle “piccole aree boschive”… sicuramente non risolve il problema della deforestazione e della desertificazione, ma aiuta comunque il nostro pianeta;
  • pianta il tuo albero virtualmente.

Ci sono molte associazioni che con un piccolo contributo piantano alberi nelle foreste più importanti del mondo per aiutare le macchie verdi a non morire sotto l’azione dell’uomo.

Ad esempio, dai un’occhiata a TREEDOM, il tuo albero supporterà piccoli agricoltori all’altro lato del mondo, verrà geolocalizzato, fotografo e tu potrai vederlo nell’apposita pagina a lui dedicata.

Guarda anche l’applicazione FOREST, questa ti aiuta a mantenere la concentrazione, a distaccarti dal tuo telefono raggiungendo degli obiettivi da te fissati tramite le impostazioni e, con la versione PRO potrai piantare alberi veri.

Piccolo germoglio di una nuova pianta, l'importanza delle foreste.
Germoglio, simbolo di rinascita, foto by Pexels

Per concludere con una nota sul nostro continente e sulla nostra penisola bisogna sottolineare il fatto che le foreste sostenibili ci sono, sono ancora poche ma, sono presenti.
Serve un’ampia collaborazione a livello locale, regionale, nazionale e mondiale per riuscire a sconfiggere i fenomeni di deforestazione e desertificazione; ma questo non vuol dire che non ci si possa riuscire.


Abbiamo visto come nel periodo della pandemia i governi siano stati in grado di prendere decisioni di ogni genere nell’arco di pochissimo tempo.

Allora perché non impegnarsi di più e agire furtivamente anche per quanto riguarda questo tema?

La desertificazione e la deforestazione a lungo andare potrebbero causare danni ben più gravi della pandemia da COVID-19… scomparsa di biodiversità, clima incontrollabile, disastri naturali, cibi che diventerebbero introvabili e scarsità di acqua… secondo voi, sarebbe possibile vivere così? E’ arrivato il momento di agire.

Io mi auguro vi siano piaciute queste parole, in tal caso lasciate un pensiero, condividete questo articolo e iscrivetevi alla newsletter, verrete avvisati sui prossimi articoli.
Rimanete sintonizzati, un abbraccio Federica. Ci vediamo al prossimo articolo 🙂

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